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Polisonnografia è il termine comunemente utilizzato per indicare una registrazione simultanea di più parametri fisiologici durante la notte.
Normalmente nel corso del test vengono registrati il flusso d’aria del naso e della bocca, l’intensità sonora del russamento, i movimenti di torace e addome, la posizione del paziente nel letto, la saturazione di ossigeno nel sangue, i dati di una derivazione Ecg (elettrocardiografica) e un canale elettromiografico.

SAPERE COME SI DORME PER VIVERE MEGLIO

 

 

 

Polisonnografia è il termine comunemente utilizzato per indicare una registrazione simultanea di più parametri fisiologici durante la notte.

Questo tipo di esame clinico può essere eseguito a mediante ricovero ospedaliero o semplicemente al nostro domicilio

I test ospedalieri prevedono camere monitorate per tutto lo svolgimento del sonno. Un numero molto elevato di sensori di varia tipologia viene assicurato sul corpo, sugli arti e sul capo del paziente e permette la registrazione in continuo di valori neurologici, cardiorespiratori, posizionali, ed altri ancora. Questo esame ha nell’estrema indaginosità il suo maggiore limite (la foto rende evidente come possa essere complesso dormire preparati per questo esame), ma questo studio è in evitabile in caso di patologie complesse che comprendano, tra le altre, anche i DRS.

Per le roncopatie lo studio del sonno domiciliare è decisamente più indicato. Permette di avvicinarsi di più al normale svolgersi di un sonno “abituale” e fornisce comunque da 8 a 11 parametri diversi e contemporanei, registrati in continuo.
Normalmente nel corso del test vengono registrati il flusso d’aria del naso e della bocca, l’intensità sonora del russamento, i movimenti di torace e addome, la posizione del paziente nel letto, la saturazione di ossigeno nel sangue, i dati di una derivazione Ecg (elettrocardiografica) ed un canale elettromiografico.

L’esecuzione della polisonnografia prevede l’applicazione di tre elettrodi al torace, di un pulsossimetro al dito e di un misuratore di respiro esterno al naso; durante il sonno un piccolo computer cui sono collegati tutti i sensori registra i principali parametri della respirazione e dell’attività cardiaca.

Questi sono confezionati per il maggior confort possibile, come si evince dalle immagini.
Il paziente veste o strumento mentre dorme nel suo letto, a casa propria, ed al risveglio riporta il dispositivo polisonnografico al Centro Medico, ove un’equipe di specialisti qualificati effettua la lettura ed interpretazione dei dati ottenuti, sintetizzandoli in tracciati, tabelle, statistiche e grafici.
È facilmente intuibile la comodità per il paziente di poter eseguire l’esame nel proprio giaciglio e in una sola notte.  Il clinico invece avrà un esame dove saranno state escluse variabili ambientali importanti come il dormire in un ambiente ostile e carico di ansietà (ospedale). Se a questo aggiungiamo la necessità di riposizionare eventuali sensori distaccati nottetempo, o di performare test a metà nottata.

Polisonnografia è il termine comunemente utilizzato per indicare una registrazione simultanea di più parametri fisiologici durante la notte.
Normalmente nel corso del test vengono registrati il flusso d’aria del naso e della bocca, l’intensità sonora del russamento, i movimenti di torace e addome, la posizione del paziente nel letto, la saturazione di ossigeno nel sangue, i dati di una derivazione Ecg (elettrocardiografica) ed un canale elettromiografico.
L’esecuzione della polisonnografia prevede l’applicazione di tre elettrodi al torace, di un pulsossimetro al dito e di un misuratore di respiro esterno al naso; durante il sonno un piccolo computer cui sono collegati tutti i sensori registra i principali parametri della respirazione e dell’attività cardiaca.
Al risveglio il paziente riporta il dispositivo polisonnografico al Centro Medico, ove un’equipe di specialisti qualificati effettua la lettura ed interpretazione dei dati ottenuti, sintetizzandoli in tracciati, tabelle, statistiche e grafici.
È facilmente intuibile la comodità per il paziente di poter eseguire l’esame a casa propria in una sola notte, senza l’onere della perdita di giorni di lavoro e nella sicurezza di valutare situazioni fisiologiche del sonno.
È infatti conoscenza comune di quanto difficile sia dormire in un luogo non abituale, per esempio un letto di ospedale, e magari costretti in una solo posizione, ad esempio supini.
La microtecnologia del polisonnigrafo domiciliare in dotazione al Bononia Global Face Center rende l’esame di facilissima esecuzione, essendo delle dimensioni di un telecomando per Tv e consentendo pertanto libertà di movimento assoluta durante il sonno e registrazione permanente di numerosi parametri vitali; si tratta di una sorta di monitoraggio costante in terapia intensiva, con le comodità del proprio letto.

Quando e perché si deve eseguire uno studio domiciliare del sonno?

Le persone che russano sono i candidati ideali alla polisonnografia, poiché molto spesso possono sviluppare la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno, caratterizzata dall’arresto ripetuto della respirazione per più di 10 secondi.
Le apnee possono ripetersi centinaia di volte durante la notte e l’incidenza è maggiore nei russatori abituali.
I continui e ripetuti risvegli, anche se non percepiti dal paziente, causano una grave alterazione della fisiologica struttura del sonno.
Il russatore che arrivi a sviluppare questa grave malattia va incontro a rischio di seri problemi cardiovascolari (infarto, ictus) e di alterazioni dell’umore (ansia, depressione), nonché perdita del desiderio sessuale.
In questa ottica la polisonnografia, integrata da visita otorinolaringoiatrica, va vista come esame di diagnosi e prevenzione delle malattie legate al russamento notturno.

 

last update: 24 agosto 2010