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La visita omeopatica

Le 10 regole d'oro

 

Il rimedio omeopatico agisce sia sul piano fisico sia sul piano psichico ed è quindi importante identificare tutte le alterazioni che si sono verificate nell'organismo per capire qual è il rimedio giusto da somministrare. 
Per questo quando un medico omeopatico entra in contatto con un paziente, deve prendere in considerazione sia il problema specifico che gli viene sottoposto dal punto di vista fisico, sia gli aspetti psicologici e comportamentali di quella persona che si sono modificati con l'insorgenza della malattia. Il medico omeopatico è insomma un medico molto curioso e la sua visita è necessariamente lunga.

 

La visita omeopatica si articola in tre momenti: l'osservazione, l'interrogatorio, l'esame clinico. Si dedica lungo tempo alla raccolta delle informazioni con un duplice obiettivo: conoscere nei dettagli i sintomi presentati dal paziente, sia quelli più legati alla malattia, sia quelli che apparentemente lo sono meno ma che spesso si rivelano determinanti per la scelta del rimedio, stabilire con il paziente un rapporto più ampio, che facilita una conoscenza approfondita della sua personalità, della sua vita, delle sue relazioni e delle tematiche psicologiche dominanti.
 

 

L'osservazione

 

Il comportamento di una persona “svela” un comportamento razionale, che viene adottato per diversi motivi, ma a volte non appare assolutamente alla persona che lo attua.

In quest'ultimo caso si tratta di un modo per comunicare contenuti o disagi che la persona ignora o rimuove, e che appaiono all'esterno in modo diremmo camuffato, ma riconoscibile a un'osservazione attenta e professionale.

Questi segni sono importanti perché indirizzano verso una comprensione della persona. L'omeopata deve necessariamente scoprire la personalità profonda del paziente e conoscere anche le modalità reattive più intime e spontanee caratteristiche di quella persona.

Si tratta di riconoscere gli elementi essenziali, sia fisici sia mentali, che muovono la fisiologia dei paziente e che ne possono spiegare le deviazioni biologiche verso la patologia.

L'osservazione riguarda quindi il modo di muoversi, di parlare, di porre al medico domande circa la propria salute, ecc. L'osservazione attenta è quindi uno strumento che può orientare l'interrogatorio vero e proprio e fornire indicazioni sulle modalità di reazione più profonde, utili per avvicinarsi alla terapie sempre più adatta ed efficace.
 

 

L'interrogatorio
 

È la parte più rilevante della visita omeopatica, in quanto consente di analizzare in dettaglio i sintomi di cui spontaneamente il paziente parla, e di passare al vaglio anche settori, organi e zone fisiche e mentali apparentemente indenni.

Molto spesso il paziente infatti dimentica importanti affezioni o sintomi, un po' perché non è abituato a metterli in relazione con il problema che ha denunciato, un po' perché alcuni fanno parte ormai del suo sistema, tanto da non essere considerati neanche più dei sintomi.

Il medico omeopata farà dunque molte domande, dopo avere ascoltato con attenzione una prima descrizione spontanea del problema, per raccogliere il maggior numero di informazioni.



L'esame clinico
 

La visita clinica permette di raccogliere elementi essenziali per la formulazione di una diagnosi corretta e indica o conferma la necessità di procedere a ulteriori accertamenti di laboratorio o strumentali.

La visita non si differenzia da quella convenzionale per gli aspetti classici: osservazione esterna, palpazione, auscultazione dei cuore e dei polmoni e così via; alcune informazioni, invece, fanno parte di un'indagine particolare che, come per l'interrogatorio, fornisce elementi utili per indirizzare la scelta del rimedio: il carattere generale della pelle, la tipologia somatica (costituzione, eventuale sovrappeso e sua distribuzione, caratteri dell'eventuale sudorazione e del suo odore caratteristico), il tipo delle eventuali lesioni o elementi patologici come gli eczemi, le ulcerazioni mucose e gli edemi, lo sviluppo sulla pelle di nei o forme patologiche (verruche, miceti), alcuni segni caratteristici delle palpebre, della labbra, dei rossori cutanei e così via.

 

last update: 3 marzo 2010